Martedì 21 aprile sono stati presentati alla stampa i risultati di Applichiamoci 8.0, un percorso di Formazione Scuola Lavoro d’avanguardia che ha dato modo a giovani studenti di indirizzo informatico di sperimentare un modo innovativo di progettare l’accesso digitale ai servizi pubblici per le nuove generazioni.
Il progetto, arrivato alla sua ottava edizione, ogni anno coinvolge studenti di indirizzi informatici delle scuole secondarie di secondo grado del territorio nella progettazione di servizi digitali affiancati da un esperto e dai loro docenti. Quest’anno hanno partecipato al progetto un gruppo di studenti e studentesse dell’ITIP BUCCI supportati dal loro docente Samuele Cattabriga, dal dott. Sergio Bertolini, esperto in IA, dalla referente di progetto Giovanna Brondino, parte dello staff dell’Informagiovani URF gestito da anni da LibrAzione Cooperativa Sociale.
Quest’anno il progetto ha assunto come obiettivo far sperimentare ai/lle partecipanti l’utilizzo dell’IA per la riprogettazione della web app/sito dell’Informagiovani URF.
In un arco temporale record di sole sei settimane, il progetto è passato dalla fase di ideazione alla realizzazione di un prototipo funzionale (MVP), dimostrando come l’innovazione possa essere rapida, sicura e guidata dai dati.
Il cuore dell’iniziativa è riassunto nel motto: “Meno codice, più pensiero. Meno promesse, più decisioni basate sui dati”. In questo percorso progettuale, l’Intelligenza Artificiale non è stata utilizzata come una semplice scorciatoia, ma come un “potenziatore” per applicare il metodo scientifico alla risoluzione dei problemi reali della comunità.
La prima fase del lavoro si è concentrata sul coinvolgimento diretto degli studenti e studentesse, con un focus particolare sull’ITIP Bucci, per mappare i reali bisogni dei giovani del territorio. Attraverso l’analisi IA dei sondaggi, il benchmarking con i portali di altri capoluoghi dell’Emilia-Romagna e consulenze strategiche, sono stati estratti pattern e priorità d’azione concrete. Queste evidenze sono diventate le fondamenta per lo sviluppo del prototipo, trasformando la teoria in specifiche esatte.
Proprio il rapporto con le nuove tecnologie ha segnato un salto di qualità rispetto al passato: se nelle scorse edizioni il focus era sulla programmazione pura, quest’anno l’attenzione si è spostata sull’uso critico della GenAI.
“In otto anni di ‘Applichiamoci’ siamo passati dal digitale tradizionale all’intelligenza artificiale. È stato stimolante vedere i ragazzi usare questi strumenti come supporto consapevole alla programmazione”, ha sottolineato Giovanna Brondino.
A differenza dello sviluppo tradizionale, spesso lento e complesso, il Metodo 8.0 ha utilizzato tecnologie No-Code e Vibe Coding per costruire rapidamente l’infrastruttura. Il prototipo risultante è stato pensato su misura per i giovani:
- Identità locale: un design radicato nel territorio che utilizza i colori di Faenza (rosso e blu).
- UX semplificata: percorsi guidati basati su bisogni reali, come il pulsante rapido “Cerco un lavoretto”.
- Innovazione interattiva: l’integrazione di una simulazione di chatbot per un orientamento istantaneo.
Il prototipo è stato validato direttamente sul campo dagli studenti, permettendo iterazioni rapide grazie all’uso del linguaggio naturale supportato dall’IA: “Applichiamoci 8.0″ non è solo un esercizio tecnologico, ma offre al servizio Informagiovani un prototipo a partire dal quale ripensare i propri canali di comunicazione e servizio per e con i giovani, progettato dai giovani per rispondere ai bisogni dei giovani, promuovendo una mentalità critica nell’uso delle nuove tecnologie.


