In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, sono stati presentati dal Centro Donna e Centro Antiviolenza del Comune di Cesena i dati relativi alle attività e agli interventi nei primi nove mesi del 2025.
Il Centro Donna (CD) e Centro Antiviolenza (CAV) del Comune di Cesena è uno sportello nato negli anni 90 e gestito in co-progettazione con la cooperativa sociale LibrAzione di Ravenna. Per l’attività ci si avvale di cinque operatrici con funzioni e specificità diverse dal coordinamento, all’orientamento, al supporto per uscire dalle situazioni di violenza di genere. Le operatrici sono affiancate da una psicologa psicoterapeuta e da avvocate civiliste e penaliste. L’equipe viene implementata anche da volontarie del servizio civile e tirocinanti con la funzione di supporto e affiancamento in attività organizzative, informative e formative.
I numeri del 2025: un impegno costante
Da gennaio a settembre 2025, 165 donne si sono rivolte ai due centri comunali. Di queste, 95 sono state prese in carico dal Centro Antiviolenza, a testimonianza di un bisogno sempre più pressante di accoglienza, ascolto e protezione.
L’80% delle donne accolte è di nazionalità italiana, mentre il 16,8% è costituito da donne straniere. Un dato significativo riguarda la continuità dei percorsi: circa il 30% delle donne ha proseguito un sostegno già avviato precedentemente, mentre la maggioranza ha contattato il Centro per la prima volta.
La violenza che coinvolge le famiglie
Un elemento che emerge con forza è l’impatto della violenza sui nuclei familiari. Il 66,3% delle donne che si sono rivolte al Centro Antiviolenza è madre, confermando come la violenza domestica coinvolga spesso anche i minori, diretti o indiretti testimoni delle situazioni di maltrattamento. Solo il 25,3% non ha figli, mentre nell’8,4% dei casi la condizione familiare non è stata rilevata.
Il difficile percorso della denuncia
Uno degli aspetti più critici riguarda l’accesso alla giustizia: solo 27 donne (28,4%) hanno presentato querela per le violenze subite, mentre oltre la metà (55,8%) non ha sporto denuncia. Questi numeri evidenziano quanto sia ancora difficile, per molte donne, intraprendere un percorso legale e quanto sia fondamentale il lavoro di ascolto, orientamento e accompagnamento svolto quotidianamente dalle operatrici di LibrAzione.
Chi sono gli autori della violenza
I dati confermano che la violenza si consuma prevalentemente all’interno della sfera affettiva e familiare:
- 31,3% coniuge
- 24,2% ex partner
- 10,1% convivente
- 3% compagno
- 5,1% figli
- 5,1% genitori
- 3% altri parenti
Percentuali più ridotte, ma non trascurabili, riguardano conoscenti, colleghi, professionisti o sconosciuti, a conferma della complessità del fenomeno.
La certificazione medica: un altro ostacolo
Solo il 18,9% delle donne dispone di un referto medico per violenza, mentre il 57,9% non ne ha uno. Questo dato sottolinea ulteriormente le difficoltà che le vittime incontrano nel documentare le violenze subite.
Il Centro è inserito nella mappatura nazionale del 1522 e dei centri della Regione Emilia-Romagna, garantendo un punto di riferimento sicuro e professionale per tutte le donne che vivono situazioni di violenza.


